”Sogniamo una comunità europea che permetta e incoraggi il coinvolgimento dei bambini nei processi decisionali perché vogliamo essere ascoltati sulle problematiche che influenzano direttamente le nostre vite, sia come cittadini dei nostri rispettivi Paesi, sia come europei.
Perché siamo una parte significativa della popolazione dell’Europa e stiamo scrivendo la nostra storia”.
È un passaggio della Dichiarazione di Bucarest dei bambini dell‘Unione europea che in data 08 Maggio 2019 è stata adottata durante la conferenza internazionale dal titolo ”Children’s Participation in Decision-Making and Policy-Making at European Union level”.
Si tratta di manifestazione d’intenti di notevole importanza e per certi versi rivoluzionaria poiché pone le fondamenta dei processi di consultazione dei ragazzi che consentiranno ai bambini e ai giovani di partecipare alle decisioni dell’Ue.
La Dichiarazione di Bucarest è un documento scritto da un gruppo di bambini e giovani della Romania, discusso successivamente in tutta Europa attraverso il network di Unicef, Eurochild, Save the Children, la Federazione delle Ong per la Protezione dei bambini e associazioni europee di studenti delle scuole superiori per ottenere supporto e riscontri da diversi gruppi di bambini e giovani.
Il documento è stato creato attraverso un processo di consultazione complesso che ha coinvolto sia esperti internazionali sia rappresentanti delle istituzioni europee sui diritti dei bambini.
La Dichiarazione è uno strumento che può mobilitare le istituzioni europee e gli Stati membri a stabilire strutture e meccanismi formali che promuoveranno il diritto dei bambini e dei giovani a partecipare alla vita dell’Unione europea.
Il proposito di adottare tale dichiarazione è sorto a seguito dell’ indagine ”europe kids want”, condotta da Eurochild e Unicef lo scorso anno e che ha raccolto le risposte di oltre 20.000 bambini e ragazzi europei. Da tale indagine è emerso che: solo il 43{5cdaa187e9b66aa1b99375a724a2ea245969d5a435cf476ddd4a766ee0ff24db} dei minorenni pensa che l’Ue migliori le loro vite e appena il 14,6{5cdaa187e9b66aa1b99375a724a2ea245969d5a435cf476ddd4a766ee0ff24db} ritiene che gli adulti ascoltino le loro opinioni quando prendono decisioni inerenti alla scuola e meno dell’8{5cdaa187e9b66aa1b99375a724a2ea245969d5a435cf476ddd4a766ee0ff24db} per quelle inerenti la comunità in senso più ampio.
Tuttavia, per essere davvero il futuro, i ragazzi, devono essere coinvolti sin da oggi, e considerati come una risorsa.
Il coinvolgimento dei giovanissimi nei processi decisionali va considerato come un investimento che produrrà cittadini più consapevoli e in grado di prendere decisioni importanti, anche dal punto di vista dell’impegno civico e della sostenibilità ambientale. A chi obietta che la partecipazione giovanile è materia complicata, costosa e priva di indicatori validi per misurarne l’efficacia, i protagonisti della dichiarazione replicano che vi sono ormai abbondanti “buone pratiche” in ambito europeo che dimostrano come ciò sia possibile ed economicamente sostenibile, anche e soprattutto grazie alle tecnologie digitali.
COSA CHIEDONO I RAGAZZI IN EUROPA
Alla base delle proposte formulate c’è la richiesta di applicare pienamente alcuni fondamentali documenti internazionali: la Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (cfr. art. 12), la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (cfr. art. 24) e le Raccomandazioni in materia di partecipazione giovanile emanate dal Parlamento Europeo e dalla Commissione UE.
L’UE dovrebbe dotarsi di sistemi semplici ed efficaci per monitorare e valutare la partecipazione dei suoi cittadini più giovani e tutti i livelli (locale, nazionale e comunitario). E’, inoltre, auspicata l’istituzione di una giornata speciale dell’Ue dedicata a questo tema.
Secondo i promotori della dichiarazione, la pratica partecipativa dovrebbe essere stabilmente inserita nei curricula scolastici sin dalla scuola per l’infanzia: genitori e insegnanti dovrebbero essere aiutati a sviluppare competenze volte a favorire la partecipazione dei figli e degli alunni, mentre gli enti locali dovrebbero parallelamente sviluppare dei meccanismi per consultare bambini e ragazzi nella progettazione degli spazi urbani.
Ancora più innovativa è la proposta poi di creare delle vere e proprie consultazioni o votazioni riservate ai minorenni, che possano consentire loro di esprimersi sui temi oggetto di referendum o altre forme di decisione legislativa, quando i temi li riguardino direttamente.
L’IMPEGNO DEI GIOVANI PER IL LORO FUTURO.
La dichiarazione di Bucarest recepisce il desiderio dei giovani, sempre più evidente, di impegnarsi per affrontare le sfide della nostra epoca. In merito, basti pensare al movimento ambientalista “fridays for future”, alla marcia #neveragain (contro la diffusione delle armi e le stragi nelle scuole americane).
Senza dubbio, i giovani possono mettere a disposizione una visione del mondo onesta, aperta al nuovo e scevra da logiche politiche.
Scrivi un commento