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Il recente passato

Correva l’anno 2018 e, presentando una serie di proposte normative, la Commissione Europea indicava le mete che la PAC (Politica Agricola Comunitaria)[1] si proponeva di perseguire e raggiungere con la fine del 2020.

I propositi per l’avvenire

Più esattamente, a partire dal 2021, con occhi attenti ad un moderno ricambio generazionale e alla tutela dell’ambiente, la PAC, proiettata in un avvenire ricco di sfide attuali ed imprescindibili, si proporrà di perseguire taluni obiettivi.
Obiettivi che, già ritenuti importanti nel presente e negli anni scorsi, da quel momento assumeranno un ruolo ancor più pregnante e preponderante.

I punti essenziali della Pac del “Domani”

Le tessere preziose che compongono il puzzle della futura Politica Agricola Comune sono 10: aumento della competitività, incremento degli standard qualitativi della salute e dell’alimentazione, tutela del paesaggio e delle sue biodiversità, sensibilizzazione di “nuove leve” verso il loro ingresso professionale nell’ “Universo Agricolo”, contrasto del cambiamento climatico e di condotte rovinose per l’ambiente, riassetto di una filiera alimentare più razionale, riconoscimento ( in capo agli agricoltori) di condizioni economiche o di vita soddisfacenti, sviluppo di aree rurali dinamiche.

Alcune misure nello specifico

Particolarmente, il sostegno del reddito agricolo verrà perseguito mantenendo (come adesso) pagamenti di base i quali saranno erogati in virtù degli ettari di terreno caratterizzanti un’azienda agricola.
Tuttavia, contemporaneamente, saranno sostenute, con minuziosa attenzione, le imprese di settore aventi dimensioni medie o piccole che siano guidate da giovani imprenditori.
Inoltre, si promuoverà l’utilizzo di espedienti obbligatori atti a garantire la qualità delle acque e quella dei suoli ricchi di carbonio.
Non si trascurerà la rotazione delle colture, mentre saranno premiati coloro che, saltando oltre i requisiti minimi essenziali e non rinunciabili, dimostreranno di voler abbracciare totalmente politiche utili a non violentare il clima, l’ambiente e la qualità dei prodotti rurali.
Infine, si punterà allo snellimento di talune procedure amministrative e si prevederanno maggiori investimenti nella ricerca e nell’innovazione funzionali allo sviluppo dell’impresa rurale in tutte le sue sfaccettature.

 

 

 

[1] La PAC (Politica Agricola Comune) incarna una serie di principi e di regole che l’Unione Europea ha messo a punto allo scopo di governare il comparto agricolo.
Ciò, nella ferma consapevolezza del fatto che l’organizzazione, sistematica e fruttuosa, delle attività agricola sia un fattore di primaria importanza nell’ottica di uno sviluppo armonico ed equo dei suoi Paesi Membri.
La Politica Agricola Comune guarda alla necessità di: assicurare un adeguato tenore di vita agli operatori ed agli imprenditori rurali, aumentare la produttività in campo agricolo, assicurare la stabilità dei mercati dedicati all’agricoltura, tutelare i consumatori garantendo loro l’accesso a prezzi corretti e garantire la presenza di approvvigionamenti.