Secondo il pensiero di Joseph E. Stiglitz, studioso statunitense che ha conseguito il Premio Nobel per l’Economia nell’anno 2001, il fenomeno della globalizzazione (economica e non) si può descrivere in questi termini:
“ Sostanzialmente si tratta di una maggiore integrazione tra i Paesi i popoli del Mondo determinata dall’enorme riduzione dei costi dei trasporti e delle comunicazioni, nonché dall’abbattimento delle barriere artificiali alla circolazione internazionale di beni, servizi, capitali, conoscenze e (in minor misura) persone. […] Non si tratta più di stabilire se la globalizzazione sia buona o cattiva: la globalizzazione è una forza positiva che ha portato enormi vantaggi ad alcuni.. Ma, per il modo in cui è stata gestita, tanti milioni di persone non ne hanno tratto alcun beneficio e moltissime altre stanno peggio di prima. La sfida che ci attende oggi è la riforma della globalizzazione, affinché non porti vantaggio soltanto ai Paesi più ricchi e maggiormente industrializzati, ma anche a quelli più poveri e meno sviluppati”.
Ovviamente, discutendo di circolazione per beni, servizi, capitali e conoscenze, il pensiero altro non può che correre all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC); correre a tutti gli strumenti, strategie e politiche che essa attua nel tentativo di realizzare, a livello internazionale, il libero scambio. Un libero scambio accompagnato dall’eliminazione di tutti gli espedienti che celano un protezionismo bieco e chiuso. Un libero scambio, tuttavia, pure in grado di non guardare esclusivamente al profitto, bensì (contemporaneamente) al benessere, fisico ed esistenziale, di ciascun essere vivente. Un libero scambio pronto a proiettarsi verso la salvaguardia dell’Ambiente e verso il consolidamento di uno stato di salute ancor più perfetto dei Diritti Umani.
E’, e sarà, sicuramente interessante intraprendere un progressivo viaggio tra i mezzi di cui sopra. Certamente il Progetto Irol (www.irol.eu), unitamente ai suoi professionisti, non mancherà di illustrare (nelle sedi apposite) le tappe più significative di questo tragitto che è costantemente in divenire.
Nel frattempo, in via preliminare e complementare, mi piacerebbe iniziare a soffermarmi su quelli che sono gli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” (cosiddetti “Millenium Goals”) che le Nazioni Unite si prefiggono di raggiungere per l’anno 2030. E, forse, proprio nel conseguimento di codesti “Goals” è racchiuso il senso, vero e pratico, delle parole addebitabili al Dottor Joseph E. Stiglitz con le quali abbiamo aperto queste righe.
Tali traguardi ( https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/ ) possiedono tutti, per quanto alcuni più e alcuni meno, una portata intrinseca immensa e complicata. Una portata che, poiché tale, conferisce ad essi il sapore dolce-amaro di una partita sudata e di una dura battaglia. Al di là di ogni ipocrisia immaginabile e ipotizzabile.
Ciò non di meno, i protagonisti, economici e sociali del nostro “vivere civile”, a partire dal singolo individualmente considerato, sarebbero e sono tenuti farsene carico. A farsene carico, proporzionalmente alla propria forza e capacità, senza lasciarsi spaventare.
E quale periodo migliore per cogliere nuove e vecchie sfide (nuovi e vecchi propositi!) se non quello che si colloca a cavallo tra un anno terminato ed un altro che sta per iniziare?
Buon 2019. A tutti e a ciascuno.
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