La Giornata Mondiale del Rifugiato Il 20 Giugno di ogni anno, su scala internazionale, si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato. Indetta dalle Nazioni Unite, questa ricorrenza è stata voluta per celebrare l’approvazione ( nel 1951) della Convenzione inerente lo Status di Rifugiato. Questa Giornata, che si festeggia a far tempo dal 2001, si affianca alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato la quale, istituita dalla Chiesa Cattolica, cade annualmente nell’ultima domenica del mese di Settembre. In questo breve contributo, l’imminenza della Giornata Mondiale del Rifugiato, per l’anno solare 2022, diventa lo spunto per fare alcuni accenni al Memorandum Regno Unito-Rwanda.

Il Memorandum Regno Unito-Rwanda In data 14 Aprile 2022, un Accordo adottato tra il Rwanda e il Regno Unito (UK) ha reso manifesta la volontà dell’United Kingdom di “ esternalizzare” la gestione del flusso dei Richiedenti Asilo (e dei migranti in generale) in questo Stato e di lasciare che il fenomeno venga organizzato mediante la stipula di un’intesa in virtù della quale il suddetto flusso migratorio sia controllato dall’intervento di una Nazione africana e terza (la terra ruandese, appunto). Il tutto, a fronte della dazione di un corrispettivo in denaro. Particolarmente, fra le righe del Memorandum de quo si legge: “Considerato che i migranti e i rifugiati compiono viaggi pericolosi attraverso le frontiere e persino gli oceani in cerca di sicurezza e opportunità economiche, fuggendo da conflitti armati, carestie, cambiamenti climatici e altre difficoltà che hanno incontrato nei loro paesi d’origine e che il movimento di massa di migranti irregolari organizzato dai trafficanti di persone sta sopraffacendo il sistema internazionale di asilo” e volendo dunque “contrastare il modello di business dei trafficanti di esseri umani, proteggere i più vulnerabili, gestire i flussi di richiedenti asilo e rifugiati e promuovere soluzioni durature” si conviene tra i due Stati di dare avvio ad un “meccanismo per la ricollocazione dei richiedenti asilo le cui richieste non sono state prese in considerazione dal Regno Unito, in Ruanda, che esaminerà le loro richieste e sistemerà o espellerà (a seconda dei casi) le persone dopo che la loro richiesta è stata decisa, in conformità con il diritto interno ruandese”. All’indomani dell’entrata in scena della sopra indicata Intesa, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha bocciato la scelta di politica interna inglese sostenendo che il Regno Unito conserva l’obbligo di garantire l’accesso all’Asilo a coloro che cercano protezione; di contro, l’UK, domandando l’aiuto del Rwanda, ha fatto sue misure che  trasferiscono queste responsabilità ad altri soggetti. Misure le quali, conseguentemente, minacciano e non osservano le regole del Sistema Internazionale per la  Richiesta di Asilo Politico e delle altre forme di protezione ad esso  legate.

Il Memorandum e la Corte Europea per i  Diritti dell’Uomo a seguito del Ricorso presentato davanti ai  suoi Giudici ( Ricorso K.N. Versus Regno Unito) anche la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) ha alzato la sua voce  di disaccordo verso lo spostamento degli immigrati dal Regno Unito allo Stato africano del Rwanda. La medesima Corte, a mezzo del Provvedimento datato 14 Giugno 2022, ha  fatto leva sull’Articolo 39 del suo Regolamento e ha vietato al Governo britannico di autorizzare il trasferimento di taluni migranti in posizione non regolare nel Continente Nero. Impedendo così il primo volo aereo rispondente al Programma promosso dall’English Premier Boris Johnson, la CEDU ha invitato il potere esecutivo britannico a non  mettere in pratica il Memorandum Regno Unito-Rwanda  almeno per le tre settimane successive alla pronuncia delle sentenze spettanti ai  Magistrati interni; Magistrati interni chiamati dai migranti a prendere posizione sull’espediente del trasferimento in asse anglo-africana[1].

[1] Si veda: Strasburgo blocca le deportazioni dei migranti decise da Londra – Marina Castellaneta