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30.06.2022

Qualche giorno fa (il 30.06.2022) la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha provveduto a depositare una Sentenza. Tale provvedimento ( scaturito dal Procedimento BTS Holding A.S. versus Slovacchia) diventa testimonianza di come i Giudici tenuti a decidere sulla vertenza de quo abbiano ritenuto di poter affermare che la mancata esecuzione di un lodo arbitrale possa, a tutti gli effetti, integrare una vera e propria violazione del Diritto di Proprietà.

I fatti del contendere

La vertenza di cui sopra , è scaturita dalle seguenti circostanze: la Società BTS Holding A.S., partecipandovi regolarmente, aveva vinto una gara di appalto volta all’acquisizione delle quote della  Società “ Aeroporto di Bratislava”, Società quest’ultima che stava andando incontro ad un processo di privatizzazione.   Codesto processo di transazione, però, ad un certo punto, era stato sottoposto ad annullamento per volere del Fondo Nazionale dei Beni della Slovacchia; più precisamente, tale Fondo ( l’Organo competente, all’interno dello Stato Slovacco, quanto alla realizzazione delle privatizzazioni) aveva bloccato le operazioni iniziate e aveva provveduto alla restituzione delle somme fino a quel momento versate dal soggetto acquirente. Questa dinamica faceva sorgere un disaccordo sull’ammontare degli interessi da versare  a favore della Società richiedente.
Allo scopo di dirimere le loro divergenze sul tema, le Parti coinvolte si erano rivolte all’Organismo di Arbitrato operativo presso la Camera di Commercio Internazionale di Parigi; in questa sede, gli Arbitri nominati avevano invitato le autorità slovacche a restituire, unitamente agli interessi, gli importi precedentemente versati da BTS Holding A.S. Interessante è notare che, a detta di  quest’ultima, i contenuti del lodo arbitrale che era stato predisposto non venivano osservati o  resi esecutivi da chi di dovere.
Da qui, la scelta della medesima Società BTS Holding A.S., la quale riteneva così di essere stata pregiudicata nelle sue spettanze, di presentare, a tempo debito, ricorso davanti alla CEDU.

Il verdetto della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Chiamata in causa, la Corte di Strasburgo  sposava le tesi promosse dalla Società BTS Holding A.S. e, più nel dettaglio, intravvedeva nella condotta slovacca una violazione dell’Articolo 1  del Protocollo 1 afferente alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)[1].  Infatti, a parere della Corte, il lodo arbitrale che aveva  coinvolto BTS Holding A.S. da un lato e il Fondo Nazionale dei Beni della Slovacchia dall’altro, ingiungeva un pagamento e rendeva la stessa Società BTS un soggetto titolare di un credito. Dal canto suo, il credito si presta ad essere equiparato ad un bene e, dunque, per i membri della Corte, la mancata esecuzione del lodo, nel caso di specie concreto sottoposto alla loro attenzione, rischia di incarnare ( o effettivamente incarna) una ingerenza non conforme allo spirito della Convenzione. Ciò, a maggior ragione, secondo la CEDU, se si tiene conto del fatto che, in base alla Convenzione di New York sul Riconoscimento e sull’Esecuzione delle Sentenze Arbitrali Straniere (1958), i lodi arbitrali esteri, in linea di massima, sono esecutivi all’interno della Nazione Slovacca; il tutto a significare che non è necessaria l’adozione di qualsivoglia provvedimento ulteriore interno perché la loro funzione esecutiva venga totalmente espletata[2].

[1] Il disposto ivi esaminato è il seguente: “Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di pubblica utilità e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale. Le disposizioni precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l’uso dei beni in modo conforme all’interesse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle ammende”.

 

[2] Si veda, fra gli altri, questo contributo: Mancata esecuzione di un lodo arbitrale: per Strasburgo è una violazione del diritto di proprietà – Marina Castellaneta .