La guerra di Piero – Fabrizio De André in concerto & PFM – YouTube

 10.01.1951 In questo giorno, nella città statunitense di New York, veniva inaugurato il Palazzo di Vetro, sede del Segretariato delle Nazioni Unite (ONU)[1]. Chi scrive ritiene di dover ricordare questa data non tanto per la rilevanza indiscutibile di questo edificio sul piano architettonico, ma poiché, lungo la Storia, il grattacielo de quo è divenuto il luogo ove alcuni dei personaggi politici e pubblici più influenti della Terra hanno tenuto i loro Interventi. Interventi con i quali essi hanno provato ad influenzare e sensibilizzare la Comunità Internazionale circa la loro visione di problematiche (importanti su scala globale) e delle strategie attuabili per provare a risolverle.

04.10.1965 Papa Giovanni Battista Montini (comunemente conosciuto con il nome di Paolo VI), dopo aver volato oltre oceano, andava in visita all’ONU e, dall’interno del Palazzo di Vetro, intesseva uno dei Discorsi più celebri e pregnanti che l’Assemblea Generale di quell’Organizzazione possa attualmente ricordare. Primo Pontefice protagonista di questo gesto (e precursore di una tradizione che verrà progressivamente mantenuta dai suoi Successori) il Papa, con le sue parole, toccava eterogenei argomenti. Richiamandosi alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo[2],  il medesimo, affermando che la Vita di ogni persona era sacra e andava difesa, insisteva sulla necessità di adoperarsi per abbattere fame e malnutrizione. Inoltre, la sua voce si alzava in difesa delle Libertà Fondamentali, ivi compresa quella religiosa. Il fulcro del suo accorato appello, tuttavia, si traduceva in un grido altisonante: il grido che invitava gli individui a non cedere al conflitto armato e alla violenza quale via per risolvere i loro strappi e proteggere i propri interessi. Dunque, il Capo del Vaticano, in pieno clima di Cold War, forgiava questo pensiero: “ Mai più la guerra. La Pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’Umanità. Se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle Vostre mani. La Vostra vocazione è quella di affratellare non solo alcuni, ma tutti i Popoli. Difficile impresa, ma questa è l’impresa, la Vostra nobilissima impresa. Perseverante. Diremo di più: procurate di richiamare tra Voi chi ,da Voi, si fosse staccato; studiate il modo per chiamare, con onore e lealtà, al Vostro patto di fratellanza, chi ancora non lo condivide. Fate che chi ancora è rimasto fuori desideri e meriti la comune fiducia; poi, siate generosi nell’accordarla”.  

11.01.1999 Nella città di Milano (Italia) si spegneva il cantautore genovese Fabrizio De Andrè. Noto per il suo impegno artistico ed esistenziale in favore della difesa di Diritti Civili, oppressi e minoranze, in varie occasioni, la sua musica ha denunciato le atrocità figlie dello “scontro tra divise di colore differente”. In questo senso, uno dei suoi pezzi maggiormente conosciuti, ricco di significato e di poesia, è “La Guerra di Piero” (1964).

In sintesi: avvicendati negli anni e nei Secoli, Poeti, Menestrelli, Ministri della Chiesa (alcuni dei quali ivi presi ad esempio), Attivisti, Istituzioni Internazionali, Leaders di Potere e genti comuni si impegnano (e si sono impegnati) per divulgare un messaggio omnicomprensivo. No al dilagare dell’odio fra coloro che, per vivere, al pari di chicchessia, respirano avvalendosi di polmoni e “sentono” usando il “Cuore”.

Attendiamo fiduciosi che gli sforzi operativi sino ad oggi profusi per raggiungere concretamente questo obiettivo, si moltiplichino sempre più.

[1] All’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, portatrice di tragedie che avevano flagellato gli Uomini, i Delegati di 50 Paesi si riunirono a San Francisco (USA). Nasceva, così, l’Organizzazione delle Nazioni Unite che, fra i suoi scopi principali, si poneva quello di promuovere la cooperazione fra le Nazioni; una cooperazione orientata a costruire la Pace realizzando lo sviluppo sociale e lo sviluppo economico all’interno di ciascuno Stato. In quest’ottica, lo Statuto della sopraddetta Organizzazione veniva adottato nel mese di Ottobre del 1945 e, fra le righe del suo Preambolo, si esprimeva in questi termini: “Noi, Popoli delle Nazioni Unite, siamo determinati a preservare le generazioni future dal flagello della guerra, che già due volte nella nostra vita ha portato indicibili sofferenze all’Umanità”.

[2] In data 10 Dicembre 1948,L’Assemblea Generale ONU ha approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il testo integrale della Dichiarazione è consultabile attraverso il link Microsoft Word – itn.doc (ohchr.org).