Introduzione È interessante mettere in rilievo taluni dati recenti inerenti all’applicazione di alcune procedure utili alla regolarizzazione degli immigrati in virtù della loro situazione lavorativa. In particolare, nell’ambito della Campagna “Ero Straniero”, sono state pubblicate le risultanze riguardanti l’utilizzo pratico della Regolarizzazione Straordinaria targata 2020 e dell’ultimo Decreto Flussi. Analizzare l’andamento dello studio portato avanti da questo punto di vista, tra l’altro, significa interrogarsi sull’efficacia reale di strumenti la cui adozione è utile ad abbattere fenomeni legati all’immigrazione claandestina.
Il contenuto dell’analisi svolta L’esame portato avanti rileva che, in punto di Regolarizzazione Straordinaria 2020, la portata dell’istituto de quo non si è rilevata pregnante in maniera significativa; il tutto, probabilmente, a seguito della rigidità dei requisiti che l’hanno caratterizzato e a seguito di un numero assai limitato di settori entro i quali tale meccanismo ha potuto essere utilizzato. Così, per esempio, sul finire del mese di Marzo 2022, delle domande di emersione presentate dai datori di lavoro interessati ( più di 207.000), attualmente, sono circa 105.000 i Permessi di Soggiorno che risultano in via di rilascio da parte degli Organi competenti ( dunque, il 50% circa della richiesta totale). Essendo ancora ingente, inoltre, il quantum delle Pratiche da finalizzare e da perfezionare, il Tar Lombardia si è pronunciato rammentando che, secondo i dettati della Costituzione Italiana, le procedure amministrative devono essere accompagnate da tempi certi. Anche per questa ragione, sono stati impiegati presso le Prefetture e le Questure lavoratori interinali che, andando a rinvigorire l’organico delle Risorse Umane, possano, attraverso la loro presenza, tra l’altro, contribuire a smaltire il carico delle domande pervenute presso il Ministero dell’Interno. Invece, in punto di Decreto Flussi 2022, davanti a circa 70.000 quote d’ingresso autorizzate, durante il “click day” calendarizzato nella parte iniziale dell’anno in corso, sono state ben più di 220.000 le richieste arrivate per opera di coloro che, in veste datoriale, si sono dimostrati disponibili ad assumere .
Conclusioni Da quanto sopra riportato, sembrerebbe di poter affermare quanto segue. Sicuramente, l’introduzione di mezzi quali i flussi o le sanatorie denotano la positiva e ferma volontà del nostro Ordinamento Giuridico di fornire una risposta efficace alla problematica dell’emersione del lavoro illegale. Non si può, però, negare che ciascuna di queste opportunità porti con sé limiti i quali le fanno risultare non completamente soddisfacenti rispetto agli importanti obiettivi che le medesime si prefiggono. Forse, a parte le finestre temporali limitate ( aventi carattere eccezionale) che i flussi da un lato e le sanatorie dall’altro mettono a disposizione, sarebbe importante altresì godere di soluzioni sempre accessibili nel tempo; soluzioni che, permettendo in qualsiasi momento al lavoratore straniero di venire assorbito dal sistema dell’economia legale, facilitino una sempre maggiore protezione dei suoi diritti fondamentali. Da non sottovalutare, oltretutto, che proprio perché, per questa via, il lavoratore immigrato si sentirebbe più garantito nelle sue aspettative e nelle sue prerogative, egli più facilmente riuscirebbe a sottrarsi da contesti dannosi di lavoro e di ingresso in territorio italiano non ammessi per legge.
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