Il dibattito attuale Mai come di questi tempi,  la riflessione sulla minaccia legata all’uso delle armi nucleari si fa accesa ed importante. Quello del conflitto adesso intercorrente tra la Federazione Russa e lo Stato ucraino, infatti, può diventare (o diventa) un terreno fertile nel  quale tende a radicarsi la minaccia del ritorno all’utilizzo degli arsenali nucleari. Non si può dimenticare, del resto, che se da un lato alcuni esponenti del Governo Russo  escludono il ritorno all’utilizzo di un certo tipo di arma bellica devastante, d’altro lato, de facto, proprio la Federazione Russa incarna una potenza che, detenendo nella sua disponibilità quel tipo di arma, si trova nella condizione di decidere se usarla ed, eventualmente, come farlo o quando farlo. In occasione dell’Anniversario della sottoscrizione, da parte degli uomini di scienza Bertrand Russell (Filosofo e Matematico) e Albert Einstein (Fisico) del “ Manifesto a  Favore del Disarmo Nucleare”, la realtà professionale International Routes Of Law ricorda tale Manifestazione di Pensiero e ne ripropone alcuni passaggi salienti. Il tutto per cercare di non dimenticare che la consistenza di alcuni spaventosi incubi (connessi alle guerre tutte e alle guerre nucleari) sempre incombe sull’Umanità; sta quindi all’umanità dell’Uomo scegliere se diventare prigioniero di quegli incubi o se muoversi per abbatterli facendo tesoro della sua intelligenza e della sua sensibilità.

09.07.1955  Sottoscritto in questo giorno, il suddetto Manifesto cominciava a venire elaborato nel mese di Febbraio dello stesso Anno. In pieno clima di Guerra Fredda, prendendo piena coscienza del fatto che, contemporaneamente, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica stavano sempre più adoperandosi per mettere a punto i loro rispettivi programmi nucleari, Albert Einstein e Bertrand Russell iniziavano a maturare alcune idee che li accomunavano. Essi, erano convinti che gli intellettuali (anche a mezzo di gesti pregnanti e forti, avessero il dovere etico di portare i Capi di Stato e le altre cariche del Potere Governativo ad interrogarsi su quanto fosse rischioso approdare alla deriva atomica. Particolarmente, Russel e Einstein ritenevano che, per coronare questo scopo, la redazione di un Manifesto (che anche tanti dei loro colleghi avrebbero sottoscritto) si sarebbe rivelata una strada efficace e non trascurabile.

Alcuni contenuti del Manifesto di seguito, riportiamo taluni passaggi salienti del documento de quo:”Nella tragica situazione che l’umanità si trova ad affrontare, riteniamo che gli scienziati debbano riunirsi in un congresso per valutare i pericoli sorti come conseguenza dello sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere una risoluzione nello spirito del documento che segue (..)”. “Dobbiamo cominciare a pensare in un modo nuovo. Dobbiamo imparare a chiederci non già quali misure adottare affinché il gruppo che preferiamo possa conseguire una vittoria militare, poiché tali misure ormai non sono più contemplabili; la domanda che dobbiamo porci è: “Quali misure occorre far addottare per prevenire un conflitto armato il cui esito sarebbe catastrofico per tutti?” “Questo è dunque il problema che vi poniamo netto, terribile ed inevitabile: metteremo fine al genere umano, oppure l’umanità saprà rinunciare alla guerra? È una scelta con la quale la gente non vuole confrontarsi, poiché abolire la guerra è oltremodo difficile. L’abolizione della guerra richiederà spiacevoli limitazioni alla sovranità nazionale. Ma probabilmente ciò che maggiormente ci impedisce di comprendere pienamente la situazione è che il termine “umanità” suona vago e astratto. Gli individui faticano a immaginare che ad essere in pericolo sono loro stessi, i loro figli e i lo nipoti, e non solo una generica umanità. Faticano a comprendere che per essi stessi e per i loro cari esiste il pericolo immediato di una mortale agonia. E così credono che le guerre potranno continuare a esserci, a patto che vengano vietate le armi moderne. Questa speranza è illusoria. Qualsiasi accordo sia stato raggiunto in tempo di pace per non usare le bombe all’idrogeno, non sarà più considerato vincolante in tempo di guerra. (…) Ci attende, se lo vogliamo, un futuro di continuo progresso in termini di benessere, conoscenza e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte solo perché non siamo capaci di dimenticare le nostre contese? Ci appelliamo, in quanto esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo, vi è aperta la via verso un nuovo Paradiso; altrimenti vi troverete davanti al rischio di un’estinzione totale”. “Invitiamo questo congresso, e per suo tramite gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente mozione: “In considerazione del fatto che in una futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi sono una minaccia alla sopravvivenza del genere umano, ci appelliamo con forza a tutti i governi del mondo affinché prendano atto e riconoscano pubblicamente che i loro obbiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e di conseguenza li invitiamo a trovare mezzi pacifici per la risoluzione di tutte le loro controversie”.[1]

 

[1] Si veda l’intero testo del documento al seguente link: Manifesto_Russell-Einstein_Unipi.pdf (greenreport.it)