Introduzione
Al fine di dimostrare una solida e chiara presa di posizione nei confronti del conflitto aspro che ormai da mesi sta coinvolgendo lo Stato ucraino e la Federazione Russa, l’Unione Europea (UE) ha elaborato uno nuovo pacchetto di misure restrittive da applicarsi nei confronti della Russia. In ordine di tempo, il pacchetto de quo è il nono che viene fatto oggetto di adozione dall’inizio della guerra scoppiata quasi un anno fa. Gli embarghi in esso contenuti, tra gli altri, perseguono l’obiettivo di introdurre ulteriori controlli, e ulteriori restrizioni, alle esportazioni di beni che possono contribuire a rafforzare il potenziale bellico della Russia, nonché il suo assetto tecnologico. Il gruppo di misure ivi descritte consta di tre Regolamenti ( Numeri: 2474\2022; 2475\2022; 2476\2022)[1]; tra essi, tuttavia, il Regolamento che denota maggiore interesse dal punto di vista delle dinamiche e delle gestioni imprenditoriali è il N. 2474\2022[2].
Il Regolamento UE N. 2474\2022
Pubblicato all’interno della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea nel mese di Dicembre scorso, e adottato dal Consiglio Europeo, prevede l’uso di nuove sanzioni avverso l’esportazione di merci destinate alla Russia. In particolare, il Regolamento contempla: l’implementazione del numero dei prodotti interessati da restrizioni; l’integrazione del numero dei beni accompagnati dal divieto di esportazione in quanto beni che possono contribuire al consolidamento della capacità industriale russa; il rafforzamento del divieto di esportazione sui prodotti, sulle tecnologie e sui beni che si prestano ad un impiego nell’aviazione; Divieti di importazione nei confronti di macchinari, o di altri prodotti della siderurgia, che sono destinati a generare introiti importanti entro i confini russi; L’opportunità di vendita per talune merci già fisicamente collocate in Russia, derogando taluni dei divieti fissati, a patto che si tratti di azioni necessarie per promuovere il dis-investimento nella Federazione Russa o la liquidazione di alcune attività commerciali presenti in quel Paese[3].
Regolamento 2474\2022 e operatività
Alla luce di quanto illustrato sin qui, appare importante sottolineare la necessità ( per le aziende che ne abbiano reale interesse perché coinvolte in meccanismi di import-export con la Federazione Russa) a vagliare, in tutte le prospettive possibili, quanto le misure sopra descritte siano in grado di condizionare la loro presenza, e la loro attività, sul mercato[4].
[1] I Regolamenti UE 2475\2022 e 2476\2022 fanno punto sulle restrizioni a carico di persone e di “entità”. Più nel dettaglio, il primo stabilisce che le autorità preposte in ogni Stato Membro possono autorizzare lo sblocco di risorse appartenenti ad entità, o a persone fisiche, che prima di finire in una sorta di “black-list”, possedevano un ruolo di primo ordine nelle file del commercio dei prodotti agricoli e alimentari. Invece, il secondo associa le misure restrittive a 168 nuovi soggetti che, in qualche maniera, risultano collegati alla realtà militare o alla realtà industriale russa.
[2] Il Regolamento UE N. 2474\2022, al pari dei Regolamenti UE N. 2475\2022 e N. 2476\2022, promanano dalle Decisioni PESC N. 2477\2022, 2478\2022 e 2479\2022.
[3] Vedasi, tra gli altri, il seguente contributo: https://www.tcstudio.it/news/108-russia-nono-pacchetto-sanzionatorio .
[4] Vedasi, tra gli altri, il seguente contributo: http://www.confindustriatoscanasud.it/index.php/europa-e-internazionalizzazione/russia-9-pacchetto-sanzioni/ .
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