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Nell’ambito del piano di azione adottato dalla Commissione Europea nel 2015 volto a favorire la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, è stato approvato nel maggio del 2018 un pacchetto di quattro direttive (le direttive (UE) 2018/849, 2018/850, 2018/851, 2018/852), il cd. Pacchetto di “Economia Circolare” appunto, in materia di rifiuti e discariche.
Il concetto di economia circolare
Per economia circolare si intende “un nuovo modello economico volto a valorizzare ogni fase dalla catena del valore, dall’estrazione delle materie prime alla progettazione dei materiali e dei prodotti, dalla produzione alla distribuzione e al consumo dei beni, dai regimi di riparazione, rifabbricazione e riutilizzo alla gestione e al riciclaggio dei rifiuti, coinvolgendo tutti gli attori, sia dal lato della produzione che del consumo. Un sistema in cui i materiali e l’energia utilizzati per fabbricare i prodotti mantengono il loro valore il più a lungo possibile, i rifiuti sono ridotti al minimo e si utilizzano quante meno risorse possibili”[1].
Obbiettivi e contenuti delle direttive europee
Le direttive europee fissano ambiziosi obbiettivi giuridicamente vincolanti per il riciclaggio dei rifiuti e la riduzione dello smaltimento in discarica con scadenze prestabilite:
- 65% per il riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2035 (del 55% entro il 2025 e del 60% entro il 2030);
- 70% per il riciclaggio dei rifiuti d’imballaggio entro il 2030;
- la riduzione del collocamento in discarica a un massimo del 10% dei rifiuti urbani entro il 2035.
Le direttive prevedono, inoltre, “il divieto di collocare in discarica i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata e l’obbligo di raccolta differenziata per i rifiuti organici entro il 2023 e per i rifiuti tessili e i rifiuti domestici pericolosi entro il 2025; la promozione di strumenti economici per scoraggiare il collocamento in discarica; la semplificazione e il miglioramento delle definizioni e l’armonizzazione dei metodi di calcolo per i tassi di riciclaggio in tutta l’UE; misure concrete per promuovere il riutilizzo e stimolare le simbiosi industriali, trasformando il sottoprodotto di un’industria nella materia prima di un’altra industria; regimi di responsabilità estesa del produttore destinati ai produttori affinché immettano sul mercato prodotti più ecologici e sostengano i sistemi di recupero e riciclaggio (ad esempio per gli imballaggi, le batterie, le apparecchiature elettriche ed elettroniche e i veicoli fuori uso)”[2].
L’attuazione in Italia
A fine settembre sono entrati in vigore in Italia i decreti legislativi che hanno dato attuazione al predetto pacchetto e dettagliatamente nel modo seguente:
- il dlgs 116/2020 in attuazione della direttiva(UE) 2018/851[3] sui rifiuti e della direttiva (UE) 2018/852 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio
- il dlgs 118/2020[4] in attuazione della direttiva(UE) 2018/849 in relazione ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
- il dlgs 119/2020[5] in attuazione della direttiva(UE) 2018/849 in relazione ai veicoli fuori uso
- il dlgs 121/2020 in attuazione della direttiva(UE) 2018/850[6] in relazione alle discariche di rifiuti.
I predetti decreti hanno apportato una modifica sostanziale della parte IV del Codice dell’Ambiente (dlgs 152/2006) relativa alla gestione dei rifiuti e modifiche incidenti direttamente sui decreti legislativi già in vigore in materia di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche[7], di veicoli fuori uso[8] , di emissioni industriali[9] e di discariche di rifiuti[10] , disciplina quest’ultima integrata in maniera corposa.
Il recepimento in Italia della normativa europea è destinato ad avere seri riflessi nel lavoro di tutti gli operatori, imprese, professionisti, enti, che sono coinvolti a diverso titolo nella gestione dei rifiuti.
[1] http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01150985.pdf
[2] https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/76/efficienza-delle-risorse-ed-economia-circolare
[3] La direttiva (UE) 2018/851 modifica la direttiva 2008/98/CE e la direttiva (UE) 2018/852 modifica la direttiva (UE) 2018/852.
[4] Il d.lgs. è in attuazione degli articoli 2 e 3 della direttiva (UE) 2018/849, che modificano le direttive 2006/66/CE relative a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. (20G00136)
[5] Il d.lgs. è in attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, che modifica la direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso
[6] La direttiva (UE) 2018/850 modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti.
[7] decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 in attuazione della direttiva 2012/19/UE
[8] decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209 in attuazione della direttiva 2000/53/CE
[9] decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46 in attuazione della direttiva 2010/75/UE
[10] decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 in attuazione della direttiva 1999/31/CE
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