Introduzione Di recente approvazione da parte del Parlamento Europeo, i Regolamenti dell’Unione Europea (UE) in materia di Servizi Digitali e di Mercati Digitali[1] assumono un’importanza non marginale. Infatti, non si può negare quanto, di questi tempi, stiano assumendo una rilevanza sempre maggiore, da più punti di vista, la comunicazione telematica ( da un lato) e l’E-Commerce (dall’altro). Da qui, l’esigenza ( avvertita da Istituzioni e da Organizzazioni Internazionali chiamate ad occuparsi, tra gli altri, pure di questi aspetti) di garantire che il “ Mondo Digitale” sia governato da regole che, per alcuni versi, tutelino i diritti fondamentali delle persone e, per altri versi, garantiscano il liberalismo e le più corrette dinamiche di esercizio della concorrenza[2].
I Regolamenti Quanto al contenuto del Regolamento UE dedicato ai Servizi Digitali, interessante fra l’altro è notare come il medesimo richiami e fissi l’obbligo (incombente sulle piattaforme digitali e sui loro gestori) di contrastare i contenuti illegali in rete e di farlo nel rispetto delle prerogative essenziali appartenenti a tutte le parti coinvolte; un occhio di peculiare attenzione, è rivolto alla categoria dei bambini e degli adolescenti che ancora non abbiano raggiunto la maggiore età. Inoltre, chiaro all’interno del sopra richiamato Regolamento è il riferimento\collegamento rispetto ai disposti, adottati dall’Unione Europea, nel campo del Diritto Internazionale Privato. Così, lungo questa via, per quanto concerne la questione della legge applicabile e della giurisdizione competente, si statuisce che il Regolamento de quo, quando applicato, in alcuna maniera, non può portare ad una violazione: 1) della normativa europea sulla competenza giurisdizionale; 2) di quella in vigore sul versante della legge da applicarsi alle obbligazioni di natura contrattuale e di natura extra-contrattuale; 3) di quella che interessa il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni nel settore civile e commerciale. Il Regolamento ivi sottoposto al nostro esame, è adatto ad essere utilizzato nei confronti di tutti i prestatori di servizi intermediari digitali; ciò a prescindere da quella che è, all’interno dello spazio dell’Unione, è la loro collocazione o la loro ubicazione. Infine, fra le righe del Regolamento Europeo sui Servizi Digitali, è altresì contemplata l’opportunità di fare riferimento a strumenti di natura stragiudiziale allo scopo di dirimere le situazioni di controversia eventualmente nascenti sui sentieri percorsi dal Regolamento stesso. Invece, andando al Regolamento Europeo sui Mercati Digitali, non può sfuggire come, allo scopo di esercitare un’azione di maggiore controllo sulle piattaforme digitali, sia prevista l’applicazione di sanzioni il cui ammontare è da decidersi in base al fatturato maturato da coloro che le ricevono[3].
[1] Con il termine “mercato” ,in economia, si suole indicare un luogo, tradizionalmente fisico, in cui diversi soggetti (operatori economici) realizzano tra loro scambi commerciali aventi diversa natura. Con l’avvento di Internet, e delle tecnologie telematiche, si è assistito alla creazione, e successivamente allo sviluppo, di un “mercato digitale”; un mercato, dunque, nell’ambito del quale i suddetti operatori economici hanno iniziato ad utilizzare piattaforme digitali, o supporti digitali di altra tipologia, come spazio entro il quale concretizzare i loro rapporti e i loro affari commerciali.. I “servizi digitali”, invece, sono servizi a pagamento, che permettono l’accesso a contenuti digitali. I Regolamenti ai quali sopra si fa riferimento sono i seguenti: Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 luglio 2022 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la Direttiva 2000/31/CE (COM(2020)0825 – C9-0418/2020 – 2020/0361(COD)); Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 luglio 2022 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) (COM(2020)0842 – C9-0419/2020 – 2020/0374(COD)).
[2] Tra le Organizzazioni che hanno cari questi valori, si annoverano, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: l’Unione Europea (UE) e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).
[3] In tema, tra gli altri contributi, si veda anche: Approvati i regolamenti sui servizi e sui mercati digitali. Chiarimenti su giurisdizione, legge applicabile e soluzione delle controversie. – Marina Castellaneta .
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