Indice
In tempi recenti sono entrati nel nostro vocabolario locuzioni quali Green Deal e transizione energetica .
Pare opportuno dare delle indicazioni per identificare questi concetti e tracciarne i contenuti.
Green Deal
Il Green Deal è il piano di azione europeo di investimenti, presentato a inizio del 2020, finalizzato a raggiungere entro il 2050 la neutralità climatica, ossia lo stop alla generazione di emissioni nette di gas a effetto serra. Si tratta di rendere sostenibile l’economia dell’UE, in modo che utilizzi in modo efficiente le risorse e di rispristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento. A tale proposito la Commissione Europea, in data 12 maggio 2021, ha adottato il Piano d’azione “Azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo” che si pone come obbiettivo la riduzione dell’inquinamento entro il 2030.
Sempre nell’ottica di raggiungimento di tale obbiettivo è di pochi giorni fa la notizia del mandato alla Commissione di presentare un pacchetto di proposte legislative conferito dai Paesi Membri dell’UE, i quali tuttavia manifestano delle differenze significative sulle modalità di realizzazione del target.
Transizione energetica
La transizione energetica è uno dei settori in cui il Green Deal propone un’azione concreta. Per transizione energetica si intende la decarbonizzazione del settore energetico. In quest’ottica si rendono necessari interventi di riconversione dell’economia e del lavoro e di risanamento del territorio nelle regioni che dipendono in prevalenza dall’estrazione e dall’uso del carbone. A tele proposito è stato stanziato dall’UE un apposti fondo, denominato Fondo per una transizione giusta.
Le sfide delle imprese
In questo contesto, le imprese, grazie alle risorse ad esse destinate, hanno l’opportunità di riconvertire la propria attività in un’ottica più sostenibile.
I target proposti nell’ambito della transizione energetica sono rivolti in particolare alle imprese che si trovano ad operare in determinati settori, come in quello del gas&oil.
A tal proposito, si segnala la decisione, emessa in data 26.05.2020, dall’Hague District Court olandese che ha ordinato alla Royal Dutch Shell PLC, nota multinazionale operante nel settore petrolifero, nell’energia e nella petrolchimica, di accelerare la riduzione delle emissioni di diossido di carbonio del 45 per cento entro il 2030 rispetto al livello del 2019. Si tratta di una decisione storica poiché è la prima volta in cui un tribunale ha ordinato ad un’impresa privata, piuttosto che ad uno Stato, di ridurre le emissioni. In particolare l’ordine è stato emesso in ottemperanza al rispetto sull’Accordo di Parigi sul Clima.
È evidente come nelle politiche europee e nelle Corti, anche nazionali, dei Paesi europei la tutela dell’ambiente sia diventata una priorità. Il processo è in continuo divenire e sarà interessante tenerne monitorate le successive evoluzioni.
Scrivi un commento