Ogni anno, a livello planetario, in data 22 Aprile, ricorre la Giornata Mondiale della Terra. In questa occasione sono numerose le manifestazioni che, in tutto il Mondo, vengono organizzate al fine di avviare (o di incrementare) la riflessione su temi di questi tempi preziosi; argomenti tra i quali, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, si annoverano: l’inquinamento, la salvaguardia della biodiversità ed il surriscaldamento globale[1].
E proprio questa ricorrenza, il 22 Aprile 2016, è stata scelta per aprire la fase di firma dell’Accordo di Parigi, ovvero il primo accordo giuridicamente vincolante, e di prospettiva “universale” dedicato alla salvaguardia dell’equilibrio climatico[2].
In sintesi, quelle che seguono sono talune delle posizioni concordate dai Governi tutti coinvolti nella stesura dell’Atto che, ivi, richiama la nostra attenzione:
1) Stabilizzare l’aumento medio della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli registrati nelle epoche preindustriali;
2) Fare in maniera che le emissioni totali di gas serra raggiungano, il più rapidamente possibile, il massimo livello, seppur nella certezza che, nei Paesi in Via di Sviluppo, tale fenomeno avverrà più pigramente;
3) Procedere, successivamente, alla riduzione delle emissioni de quo mediante il ricorso alle più avanzate tecnologie messe a disposizione dall’attuale progresso scientifico;
4) Supportare internazionalmente i Paesi in Via di Sviluppo nel conseguimento delle mete di cui sopra;
5) Mettere a disposizione della Comunità Internazionale i risultati raggiunti progressivamente su questi versanti di interesse da parte di ciascun Paese; ciò pure attraverso la fissazione di incontri periodici a cadenza quinquennale i quali devono essere gestiti secondo criteri di trasparenza e responsabilità reciproca fra i partecipanti in rappresentanza dei territori aderenti.
[1] Il 28 Gennaio 1969, una disastrosa fuoruscita di petrolio da un pozzo di proprietà della Compagnia americana Union Oil si fece strada all’altezza delle coste di S. Barbara. L’episodio causava così il decesso di circa 10.000 esemplari tra uccelli, leoni marini, delfini e foche. Sulla scia di questo disastro ambientale, taluni attivisti statunitensi trovarono rabbia, emotività e motivi razionali sufficienti per iniziare a lanciare l’evento destinato a diventare la Giornata Mondiale della Terra; Giornata Mondiale della Terra che, sistematicamente, verrà festeggiata a partire dal 1970.
[2] Concluso nel mese di Dicembre dell’anno precedente (in seno alla Conferenza Mondiale sul Clima delle Nazioni Unite) da 195 Paesi, tale Accordo è stato sottoscritto da 175 Stati. La regola al governo della sua entrata in vigore (avutasi ufficialmente il 4 Novembre 2016) stabiliva che, per raggiungere questo obiettivo, il Trattato dovesse essere ratificato da un minimo di 55 Nazioni che rappresentassero\portassero almeno il 55{5cdaa187e9b66aa1b99375a724a2ea245969d5a435cf476ddd4a766ee0ff24db} delle emissioni totali di gas serra sulla Terra. Per parte sua, l’Unione Europea ha alacremente contribuito alla positiva riuscita dei negoziati legati all’Accordo di Parigi, impegnandosi oltretutto ad applicare in “ prima persona” misure atte ad abbassare le proprie emissioni del 40{5cdaa187e9b66aa1b99375a724a2ea245969d5a435cf476ddd4a766ee0ff24db} entro l’anno 2030.
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