Internazionalizzazione delle imprese e rischio geopolitico. 

Per le imprese che si affacciano ai mercati esteri il rischio geopolitico è uno dei fattori a cui va dedicata una particolare attenzione.

Negli ultimi si è assistito ad un ricorso sempre più diffuso da parte degli Stati  di misure restrittive  e guerre commerciali, con un graduale ritorno, per certi versi al protezionismo.

Basti pensare, negli ultimi anni, alla Brexit nel Regno Unito, alla guerra commerciale lanciata da Trump negli USA, alle sanzioni nei confronti della Russia per la crisi in Ucraina, e così via.

Tuttavia, il rischio geopolitico non può essere trascurato nemmeno dalle imprese che lavorano con il solo mercato interno. Tali crisi, infatti, possono avere ripercussioni  sui prezzi delle materie prime, come il petrolio, nonchè ricadute su tutti i processi industriali.

Nell’attività di export controls, pertanto, l’impresa deve costantemente monitorare:

  • Il rischio di intrattenere rapporti commerciali con Paesi sotto embargo,
  • Il rischio di fare affari con soggetti listati, sottoposti a restrinzioni e sanzioni

Sanzioni internazionali ed embarghi.

Le sanzioni internazionali sono misure restrittive, di natura economica e finanziaria, imposti dal diritto pubblico internazionale.

Esse costituiscono uno strumento di pressione geopolitica, cui gli Stati ricorrono con sempre maggior frequenza, per intervenire sul comportamento di un paese o di un regime, qualora sia in corso la violazione di diritti umani, guerra o, comunque vi sia pericolo per la pace e sicurezza internazionali.

Nel pianificare un’operazione commerciale estera, è fondamentale che l’impresa conosca l’esistenza di regimi restrittivi ed embarghi, adottati dalla comunità internazionale, verso specifiche destinazioni.

Si consideri che attualmente:

  • circa 64.000,00# sono i soggetti inclusi nelle blacklist USA, UE, UK e ONU;
  • 100 sono i programmi sanzionatori applicati verso 36 paesi ( tra i principali, segnaliamo Iran, Russia, Venezuela, Cuba e Corea del Nord).

Stando all’Unione Europea, sono in vigore programmi sanzionatori nei confronti di circa 34 Paesi. L’ultimo, in ordine temporale, è quello adottato nei confronti del regime bielorusso. Il programma sanzionatorio impone, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il divieto di vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente  o indirettamente determinate apparecchiature o software e beni e tecnologie a dupplice uso, originari o meno dell’Unione, a qualsiasi persona, fisica o giuridica, in Bielorussia o per un utilizzo in tale Paese.

Le misure sanzionatorie adottate nei confronti di un determinato Paese determinano il livello di rischio di un’operazione commerciale.

Tra i parametri di cui l’impresa deve tenere conto, citiamo, senza scopo esaustivo:

  • Presenza di embargo,
  • Secondary Sanctions Usa,
  • Restrinzioni su prodotti e/o determinati usi finali,
  • Congelamento di fondi e risorse,
  • Restrinzione su taluni settori economici,
  • Divieto di fornire assistenza finanziaria,
  • Restrinzioni all’ingresso.

Particolare attenzione deve essere riposta sulle Secondary Sanctions Statunitensi  ovvero misure restrittive che gli Usa applicano a qualsiasi persona o entità che effettui determinate transazioni, indipendentemente dalla nazionalità o dal domicilio, aventi efficacia extraterritoriale. Vi sono sanzioni secondarie contro Iran, Corea del Nord, Cuba, Russia e Venezuela . Poiché le sanzioni secondarie hanno efficacia extraterritoriale, esse  possono riguardare anche società estere che intrattengano rapporti commerciali con clienti avente sede nei Paesi sanzionati. Diversi sono i casi di aziende  e soggetti italiani sanzionati in passato.

Rimedi contrattuali e considerazioni finali. 

Al fine di prevenire i rischi conseguenti dall’applicazione di sanzioni internazionali, parimenti importante è l’attività di redazione del contratto che dovrà essere adeguatamente ponderato. La valutazione del rischio geopolitico, inevitabilmente, influenza la scelta degli incoterms di consegna nonché dei metodi di pagamento, al quale si affiancherà la richiesta di rilascio di adeguate garanzie. Oltre all’inserimento di clausole di salvaguardia, un valido aiuto può essere dato dalla cd. “sanction Limitation and Exclusion Clause” in ambito assicurativo e nelle lettere di credito documentario.