Indice
Oggi 22 gennaio 2021 entra in vigore il Trattato internazionale sul divieto delle armi nucleari (The Treaty on the Proihibition of Nuclear Weapon (TPNW), adottato il 7 luglio 2017 da una Conferenza ad hoc delle Nazioni Unite grazie al voto favorevole di 122 Stati.
Il trattato è stato firmato a partire dal settembre 2017 da 86 Stati ed è stato ratificato da 51 Stati. Ai sensi dell’art. 15 , il trattato entra in vigore 90 giorni dopo il deposito del 50esimo strumento di ratifica, avvenuto da parte dell’Honduras in data 24.10.2020.
Presupposti e finalità
Il Trattato si fonda sulla consapevolezza dei rischi derivanti dalla continua esistenza di armi nucleari, anche in ordine a qualsiasi detonazione accidentale, e delle conseguenze catastrofiche umanitarie che deriverebbero da qualsiasi uso delle stesse, uso che in ogni caso è contrario alle norme di diritto internazionale applicabili ai conflitti armati ed in particolare ai principi e alle norme di diritto umanitario internazionale.
La finalità che intendono raggiungere gli Stati Parte con tale strumento normativo è quella di raggiungere effettivi progressi verso il disarmo nucleare generale e completo sotto un controllo internazionale rigoroso ed efficace, in un ottica di promozione della pace e della sicurezza internazionale.
Contenuto
Il Trattato, che ha natura giuridicamente vincolante, prevede una serie di divieti, tra cui quelli di
- sviluppare, testare, produrre, acquisire, possedere, accumulare armi nucleari o altri dispositivi esplosivi nucleari.
- dislocare armi nucleari sul territorio nazionale e assistere qualsiasi Stato nel condurre attività proibite
Gli Stati Parte sono obbligati, in primo luogo, ad impedire e sopprimere ogni attività proibita dal Trattato intrapresa nel territorio di propria competenza o controllo. Inoltre, gli Stessi hanno l’obbligo di fornire adeguata assistenza agli individui colpiti dall’uso o dalla sperimentazione di armi nucleari e a prendere le necessarie ed appropriate misure per la bonifica ambientale delle zone contaminate a seguito di attività relative alla sperimentazione o all’utilizzo di armi nucleari.
Al momento l’Italia non figura tra gli Stati firmatari. Tuttavia, nel nostro Paese, una significativa parte della società civile, che denuncia la presenza su suolo italiano di testate nucleari statunitensi e che si è mobilitata fin dal 2017 nella campagna “Italia Ripensaci”, oggi festeggia con esultanza il risultato raggiunto a livello internazionale.
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