Introduzione A mezzo del Decreto Ministeriale datato 18 Aprile 2023, il Governo ha disposto le modalità di attuazione e di applicazione della Carta Acquisti introdotta con lo scopo di sostenere talune persone nel recupero di taluni beni alimentari di prima necessità. L’introduzione di questo strumento, di competenza del Ministero dell’Agricoltura e destinata a soggetti e\o nuclei familiari aventi Isee fino a 15,000 Euro, è stata bersaglio di alcune critiche. Tra queste, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: il suo carattere “una tantum” ( che si traduce nella messa a disposizione non sistematica e non costante di Euro 382,50 a coloro che presentano determinati requisiti) e la circostanza per la quale codesta misura di sostegno è pressoché incompatibile con l’applicazione di altre misure che possiedono la stessa natura e le stesse funzioni di supporto al reddito.
Carta acquisti ed immigrazione L’uso della suddetta carta, che si può richiedere dal mese di Luglio 2023, rispetto al fenomeno dell’immigrazione, apparentemente, o sul piano astrattamente teorico, non comporta divieti particolari ed espliciti. È, infatti, vero che il suo godimento non è esplicitamente subordinato al possesso di un Permesso di Soggiorno piuttosto che al possesso del titolo di Cittadinanza. Tuttavia, la sua fruizione è subordinata all’iscrizione degli interessati all’Anagrafe della Popolazione Residente, ergo l’Anagrafe Comunale. Conseguentemente, l’accesso ai suoi servizi può diventare assai complicato, o addirittura non possibile, per quegli immigrati che, in presenza di una sola dichiarazione di ospitalità, non riescono ad ottenere la residenza oppure per quelli che risultano essere senza dimora fissa .
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