A partire dal 07 novembre 2023 la Convenzione sull’Apostille entrerà ufficialmente in vigore in Cina.

L’8 marzo del 2022, infatti, la Cina ha sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 05 ottobre 1961, conosciuta anche come Convenzione di Apostille, che abolisce l’obbligo di legalizzazione degli atti pubblici stranieri.

Trattasi di una novità significativa per gli operatori economici ed i privati, che s’interfacciano con quell’area, in quanto consentirà un risparmio di tempo e costi.

La Convenzione di Apostille semplifica notevolmente l’autenticazione dei documenti pubblici da utilizzare all’estero poiché, sostituisce il tradizionale processo di legalizzazione, con un’unica formalità, ovvero con un certificato di autenticazione rilasciato dall’autorità preposta nello Stato emittente.

La Apostille consiste, infatti, in un timbro o adesivo, con formula standard unificata, che viene apposta in calce all’atto e che contiene una certificazione di veridicità della firma del pubblico ufficiale individuato dalla Convenzione[1].

E’ necessario precisare che la Convenzione prevede specificamente l’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri tra i quali rientrano, per espressa previsione della stessa:

  • i documenti rilasciati da un autorità o un funzionario dipendente da un’amministrazione dello Stato (compresi quelli formulati dal Pubblico Ministero, da un cancelliere o da un ufficiale giudiziario),
  • i documenti amministrativi, inclusi certificati di nascita, matrimonio e morte,
  • gli atti notarili,
  • le dichiarazioni ufficiali indicanti una registrazione, un visto di data certa, un’autenticazione di firma apposti su un atto privato (dunque, estratti di registri di commercio e altri registri, brevetti ecc)

mentre non si applica ai documenti redatti da un agente diplomatico o consolare e ai documenti amministrativi che si riferiscono a una operazione commerciale o doganale[2].

Ciò significa che per alcuni documenti doganali continuerà a trovare applicazione la procedura di legalizzazione.

Si rammenta, inoltre, che per la Repubblica di Cina (Taiwan), che non ha ancora aderito alla Convenzione dell’Aja sulle Apostille, le autenticazioni dei documenti pubblici continueranno a richiedere la procedura di “legalizzazione”[3].

 

[1] Per ulteriori approfondimenti si rimanda ad un articolo precedente del nostro sito: https://www.irol.eu/apostille/

[2] Si veda tra gli altri: https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/la-cina-aderisce-convenzione-apostille/

[3] Si veda tra gli altri:https//c-trade.it/cina-le-apostille-in-vigore-dalla-fine-del-2023/