25 Aprile 1945
In questo giorno, il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia (CNLAI) ordinava l’insurrezione generale. Così, i Partigiani affluivano nelle città e, unendosi ai combattenti in loco, liberavano il Nord Italia. Era questo il momento più alto e conclusivo dell’azione del Movimento di Resistenza italiano; un  Movimento che si inquadra nel più vasto fenomeno, sviluppatosi in tutta Europa, caratterizzato  dall’opposizione al nazifascismo.
In Italia, la “Resistenza” prendeva piede grazie all’operato di forze eterogenee che si diversificavano tra loro per orientamento politico e per orientamento ideologico; esse, tuttavia, erano legate da un minimo comune denominatore: la volontà (manifestata da persone di ogni età, censo, estrazione sociale, estrazione civile o militare) di liberare il Paese dalla presenza dell’occupazione straniera; occupazione straniera, e nemica, che si faceva strada tanto sul fronte esterno che su quello interno[1].
Oggi ricordare questo passaggio storico significa, tra l’altro, cogliere l’opportunità di riflettere sul significato e sulla portata del Principio di Autodeterminazione dei Popoli il quale è un assunto molto caro, e fondamentale, per il Diritto Internazionale. Il tutto rammentando che, mentre queste righe vengono stese, non mancano purtroppo Popolazioni che, in talune zone della Terra, stanno lottando per rivendicare il loro pieno diritto all’Autodeterminazione.

Il Principio di Autodeterminazione dei Popoli
Il concetto di Autodeterminazione dei Popoli è richiamato in numerose Carte ed in numerose fonti del Diritto Internazionale; non soltanto in quelle che possiedono carattere universale, ma anche in quelle che denotano una portata regionale.
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo,  il principio de quo, al quale è chiaramente associabile il rango di “ Diritto Umano” è contemplato dagli Articoli 1 Paragrafo 2, 55 e 76 della Carta delle Nazioni Unite. Il medesimo Principio, però, all’Articolo 1, è anche collocato nei  Patti Internazionali del 1966 (Patto sui Diritti Civili e Politici e Patto sui Diritti Economici, Sociali e Culturali) che, sul punto, identicamente, si esprimono in questi termini: “Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale (…). Gli Stati del presente Patto (…) debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite”. L’autodeterminazione dei popoli, come descritta dai Patti Internazionali che stiamo prendendo in considerazione, si presta ad essere analizzata tanto in dimensione domestica che in dimensione “ultra-nazionale”. Dal canto suo l’esercizio, verso l’esterno, di codesto Principio si presta a portare con sé  cambiamenti degli assetti territoriali e modifiche dei confini; per questa ragione, la sua  affermazione può essere foriera di conflitti, non da ultimi i conflitti armati. Anche per questo motivo, la Comunità Internazionale, sempre più, dovrebbe essere in grado di  trovare efficaci strumenti a garanzia dell’esercizio pacifico di questa prerogativa; strumenti pacifici che affianchino alle Corti Internazionali, o ai Comitati specializzati delle Nazioni Unite,  Sistemi di Sicurezza Internazionale; Sistemi che sappiano essere il fondamento di un fortificato Ordine Internazionale Democratico. Un Ordine Internazionale Democratico in grado di guardare ad obiettivi quali: l’indipendenza politica o territoriale, nonché l’integrazione.  In ogni caso, a differenza di quanto, del resto, accade per la protezione dei Diritti Umani individuali, almeno concretamente e per adesso, il Sistema dei Diritti Umani generalmente adottato (pur riconoscendo il Principio di Autodeterminazione dei Popoli) non sembra capace di fornire effettivamente, o sul piano concreto, tale  meccanismo di garanzia[2].

[1] Si veda, fra gli altri: La Resistenza italiana (anpi.it) .

[2] Si veda: Centro di Ateneo per i Diritti Umani – Università di Padova | Autodeterminazione, diritti umani e diritti dei popoli, diritti delle minoranze, territori transnazionali (unipd-centrodirittiumani.it) .